Dopo il successo mondiale di Berlino e Vienna, la mostra storico - documentaria Il processo di - Adolf Eochmann a giudizio 1961 - 2011, arriva al Suc (Spazi Urbani Contemporanei) nell'ex carcere delle Murate di Firenze nel suo unico appuntamento italiano dal 23 gennaio al 18 febbraio.
La mostra è arricchita da una sezione dedicata alla Shoah italiana e alla documentazione inedita della ricezione dell'evento sulla stampa nazionale dell'epoca.
A cinquant’anni dal processo di Gerusalemme che vide sul banco degli imputati il gerarca nazista organizzatore delle deportazioni degli Ebrei da tutta Europa, arriva a Firenze la mostra storico – documentaria 'Il processo – Adolf Eichmann a giudizio 1961-2011'. La mostra – proposta nella versione in italiano e inglese – apre le iniziative 2012 del 'Giorno della Memoria' organizzate da Regione Toscana.
La mostra è arricchita da una sezione dedicata alla Shoah italiana e alla documentazione inedita della ricezione dell'evento sulla stampa nazionale dell'epoca, a cura di Valeria Galimi. In più per la prima volta è visibile la testimonianza integrale dell'unica testimone italiana al processo, Hulda Campagnano di Firenze.
La mostra è stata realizzata nell'aprile del 2011 in versione bilingue - tedesca ed inglese -, in cooperazione con le massime istituzioni berlinesi che operano sul tema della memoria e cioè la Fondazione Topografia del Terrore, la Fondazione Memoriale per gli Ebrei assassinati d'Europa e il Memoriale Villa della conferenza di Wannsee e a cura degli storici Ulrich Baumann e Lisa Hauff. L'edizione italiana è curata dalla Fondazione Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato (cura e coordinamento generale della direttrice Camilla Brunelli). Il processo viene ricordato con eventi e mostre anche a Washington, Parigi e Gerusalemme.
La mostra mette in rilievo entrambi gli aspetti emersi nel processo: la forza delle testimonianze dei superstiti e la strategia difensiva del criminale nazista ed incentrata sui filmati originali del processo, presentati in apposite postazioni multimediali, in una drammatica contrapposizione accusa-difesa.
Sono inoltre esposti testi, foto e documenti che delineano la biografia 'ragionata' di Adolf Eichmann, la situazione di alcune comunità ebraiche in Europa prima e dopo la Shoah, i vari aspetti giuridici precedenti e intorno al processo di Gerusalemme, la famosa interpretazione sulla 'banalità del male' che ne dette la filosofa Hannah Arendt nonché la ricezione del processo sui media internazionali.
Direttore del “Dipartimento Affari Ebraici IV B4” delle SS ed “efficiente” organizzatore dei trasporti ai campi di sterminio, Adolf Eichmann fu condannato a morte e impiccato, nel carcere di Ramla in Israele, il 31 maggio 1962.
Il processo ebbe nel 1961 una straordinaria risonanza mediatica internazionale, l'attenzione dell'opinione pubblica non fu catturata soltanto dalla figura di uno dei maggiori responsabili della Shoah ma si focalizzò per la prima volta sui racconti delle vittime sopravvissute.
La mostra in numeri:
140 metri quadrati
70 fotografie
5 documenti
20 articoli di giornale stranieri
15 video delle deposizioni dei testimoni
13 video della deposizione di Eichmann
audio dell'intervista di Willem Sassen a Eichmann
audio con la lettura della deposizione integrale di Hulda Campagnano
Oltre a questi, rispetto alla mostra di Berlino, ci sono anche 11 foto, 5 documenti, 9 articoli di giornali nazionali dell'epoca relativi alla parte italiana.
Orario:
Sarà visibile dal 23 gennaio al 18 febbraio, tutti i giorni dalle 12 alle 24.
Saranno possibili su prenotazione visite guidate per le scuole al mattino nei giorni feriali.
| Via Ghibellina, 52 - - Firenze |

